Corona Daily Comment – ITA | 02

ESCLUSIVO! I risultati del modello sviluppato da FinLantern sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus

Coronavirus Daily Comment (n. 2)

(di Riccardo Esposito, CEO a FinLantern)

 

 

 

 

In questo numero:

  • Presentazione dei principali risultati indicati dal modello di monitoraggio e previsionale della curva epidemica sviluppato da FinLantern.
  • Perché i modelli di contenimento per spalmare l’epidemia su un arco temporale lungo (e prendersi cura di tutti gli infetti) che i vari Stati stanno cercando di seguire si basano su un’ipotesi che potrebbe essere errata?
  • Commento sui dati di ieri (18 marzo)
  • Previsioni sui dati di oggi (19 marzo)
  • Analisi dell’eventuale impatto di tali dati sui mercati finanziari

 

 

Cari amici di FinLantern,

Sperando che stiate tutti bene e che il mio commento di ieri sia stato apprezzato e utile, vorrei in questo secondo numero spiegarvi perché ritengo che i vari modelli previsionali della curva epidemica che i vari governi stanno seguendo, al fine di diluire su un arco temporale molto ampio (per quanto deleterio per l’economia) gli effetti dell’epidemia, evitando pertanto di non ingolfare gli ospedali e poter somministrare cure a tutti gli ammalati, potrebbe essere in realtà basato su delle ipotesi non corrette.

L’intuizione che vorrei, infatti, condividere con voi è, in un certo senso, presa in prestito da un concetto che tutti coloro che hanno studiato Economia dovrebbero conoscere molto bene e che prende il nome di “curva di Laffer”.

Per chi non ha studiato Economia (o non se lo ricorda 🙂  ), dirò che la “curva di Laffer” è una curva che mette in relazione il tax-rate (asse delle ascisse) con le entrate fiscali (asse delle ordinate). Fu impiegata da Arthur Laffer, economista dell’University of Southern California (Usa) per convincere l’allora candidato repubblicano alle elezioni presidenziali del 1980, Ronald Reagan, a diminuire le imposte dirette.

In pratica, Laffer evidenziò che nei casi estremi in cui il tax-rate è 0% o è 100%, il gettito fiscale per lo Stato sarà sempre e comunque nullo. Se nel primo caso questo è abbastanza ovvio, l’intuizione di Laffer fu nell’aver evidenziato che nel secondo caso (tax-rate = 100%), nessuno sarebbe stato incentivato a lavorare e a produrre reddito, dato che si sarebbe preso tutto lo Stato. In questo senso la curva di Laffer ha la forma di una U rovesciata, intuendo che esiste sicuramente un punto a partire dal quale, a fronte di una riduzione dell’aliquota di imposta il gettito dello Stato potrebbe addirittura aumentare (chissà quando avremo dei Governi in Italia che siano andati a lezione di economia, ndr).

La versione epidemica della “curva di Laffer” (se vorrete chiamarla “curva di Esposito” ne sarò onorato 🙂  ) mette invece in relazione la durata di un’epidemia (asse delle ascisse) con il livello di restrizioni che vengono messe in atto da uno Stato (asse delle ordinate).

 

Ipotizziamo i seguenti due casi estremi e analizziamoli insieme:

  • IL MODELLO “UK” ESASPERATO: Il primo caso estremo è quello di un Paese ipotetico che decide non solo di non applicare alcun tipo di restrizione (scuole, negozi, bar, cinema, uffici aperti …), seguendo un po’ lo stile adottato da Boris Johnson, ma anche di incentivare i propri cittadini a riversarsi per le strade e ad iniziare ad auto-contagiarsi l’uno con l’altro, magari abbracciandosi e baciandosi sulla bocca tutti insieme appassionatamente (benché la mia disamina sia serissima, spero non vi disturbi il fatto che mi piace usare un po’ di sarcasmo)

 

  • IL MODELLO “CINESE” ESASPERATO: Il secondo caso estremo è invece quello di un Paese ipotetico in cui il livello di restrizioni è massimo. In pratica, non si tratterebbe solo di perseguire l’isolamento di ogni nucleo abitato e famigliare, seguendo lo stile di Xi Jinping, ma addirittura l’isolamento assoluto di ogni singolo cittadino per il periodo fissato per la quarantena.

 

L’intuizione paradossale che voglio evidenziare è che in entrambi questi casi estremi si avrebbe probabilmente un decorso dell’epidemia brevissimo.

Nel primo caso, infatti, tutti i cittadini verrebbero subito contagiati al primo giro, una buona parte di questi sarebbe probabilmente asintomatica, un’altra parte si ammalerebbe con sintomi e poi guarirebbe e un’altra parte morirebbe (si noti che il numero di morti non è per ora l’obiettivo di questa analisi). In ogni caso il famigerato Cornonavirus COVID-19 non troverebbe più individui a disposizione per propagarsi, perché o immuni o morti, e quindi si estinguerebbe dopo un solo ciclo.

Nel secondo caso, invece, l’isolamento assoluto di ogni singolo cittadino avrebbe l’effetto di non far contagiare chi non è mai stato positivo, mentre chi dovesse far emergere dei sintomi durante la quarantena, verrebbe curato e mantenuto in isolamento fino alla totale guarigione o alla sua morte. Anche in questo caso, il famigerato Cornonavirus COVID-19 non avrebbe alcuna possibilità di propagarsi e si estinguerebbe quindi dopo un solo ciclo.

Premesso che questi due casi estremi avrebbero sicuramente implicazioni profondamente diverse l’uno dall’altro in termini di numero di morti, effetti sul’economia (si noti che in questo senso non è detto che il modello “UK” esasperato sia peggio di quello “cinese” esasperato), probabilità di contagi “di ritorno” o indotti da visitatori di altri Paesi (probabilità pressoché nulla nel primo caso, dato che tutti saranno immuni), quello che volevo invece dimostrare è che la relazione tra la durata di un’epidemia e il livello di restrizioni messe in atto da uno Stato dovrebbe avere la forma di una C rovesciata.

 

 

Tale forma rivelerebbe che oltre un certo limite (T2) l’epidemia potrebbe essersi già esaurita, indipendentemente dai tentativi dei Governi di rallentarla o accelerarla.

Il rischio, pertanto, potrebbe essere quello di un Governo che si pone come obiettivo la diluizione dell’epidemia fino ad un tempo T3, al fine di poter garantire un letto di ospedale a tutti i malati gravi, mentre invece l’evoluzione dell’epidemia avrà in ogni caso un decorso molto più violento e accelerato (numero di contagiati concentrati su un arco temporale minore). Insomma, i buoi potrebbero aver già lasciato i recinti e potrebbe non esserci sufficiente tempo per garantire un letto di ospedale a tutti i malati gravi.

La nota positiva sarebbe che la ripresa dell’attività economica per la fine delle restrizioni e delle quarantene potrebbe pertanto essere anticipata (il nostro modello continua ad indicarci la fine di Aprile per l’Italia).

 

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COMMENTO AI DATI

 

 

Buone notizie, tutto sommato, dai dati della Protezione Civile Italiana del 18 marzo (se per buone notizie può dirsi il nuovo record di persone morte a causa del virus, pari a 475 in un solo giorno).

In effetti, il numero di nuovi casi positivi (4,207) che rappresenta anch’esso un nuovo record, porta il numero di casi totali a 35,713, risultando essere di poco inferiore al range che avevamo previsto (36,000-38,000), e potrebbe segnare un leggero abbassamento della curva epidemica ed un ulteriore rallentamento dell’indice RO (= numero di nuovi contagiati per ogni persona infetta), sceso per la prima volta sotto a 2.

La discesa dell’indice RO e il numero inferiore alle attese dei nuovi casi totali, dimostrerebbero il successo delle misure messe in campo dal Governo italiano per fronteggiare l’epidemia.

Tutto questo ci lascia ben sperare, sebbene sia assolutamente presto per abbassare la guardia (tutti devono continuare a rispettare la quarantena, evitando contatti con gli altri).

Prudenzialmente, preferiamo per ora mantenere invariate le nostre stime (vedi tabella), in attesa di una conferma dai dati di oggi (nostra stima: casi positivi totali = 39.500 – 41.000).

 

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Nel ringraziarvi per le numerose email che mi avete mandato dopo l’uscita del primo numero del “Coronavirus Daily Comment”, domani sarò lieto di rispondere ad alcune domande molto interessanti che mi avete fatto.

Continuate a scrivermi e a girarmi le vostre curiosità!

Un buon #iorestoacasa a tutti,

 

Riccardo

 

 

Riccardo Esposito

CEO – FinLantern

e-mail: Riccardo@FinLantern.com

Website: https://finlantern.com/

Linkedin: http://ch.linkedin.com/in/resposito