Corona Daily Comment – ITA | 04

ESCLUSIVO! I risultati del modello sviluppato da FinLantern sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus

Coronavirus Daily Comment (n. 4)

(di Riccardo Esposito, CEO a FinLantern)

 

 

 

 

In questo numero:

  • Perché, in base ai dati del weekend, l’Italia (e il resto del mondo) rischiano di perdere la guerra contro il Coronavirus?
  • Presentazione dei principali risultati indicati dal modello di monitoraggio e previsionale della curva epidemiologica sviluppato da FinLantern.
  • Commento sui dati del weekend (20-21-22 marzo)
  • Previsioni sui dati di oggi (23 marzo)
  • Analisi dell’eventuale impatto di tali dati sui mercati finanziari: NEGATIVO!
  • (nel numero di domani) Chi potrebbe essere il vero vincitore dopo la crisi del Coronavirus.

 

 

Cari amici di FinLantern,

Sabato era il primo giorno di primavera (e ieri era anche il mio compleanno) … ma non iniziamo assolutamente bene questa nuova stagione. Oggi mi ero infatti ripromesso di spiegare quali dati la Protezione Civile Italiana fornisce ogni giorno e di come interpretarli, ma la gravità dei dati che sono usciti nel weekend merita che venga data priorità all’analisi di questi ultimi, dato che ritengo possano essere un valido segnale non solo per l’Italia, ma anche per il resto del mondo, a cui l’Italia sta facendo da apri-pista e da guida.

Purtroppo, in base al modello FinLantern che ho sviluppato, i dati di Sabato e Domenica rivelano non solo che il numero di contagiati giornaliero continua a crescere (cosa peraltro normale, dato che siamo ancora nella fase esponenziale del contagio), ma soprattutto che l’indice Ro si è arrestato dalla sua fondamentale discesa.

Ricordo che Ro (Basic Reproductive Rate) indica quante persone vengono contagiate in media da ogni persona infetta durante il suo periodo di contagiosità:

  • Ro > 1 siamo in una fase di crescita esponenziale (infezione epidemica)
  • Ro = 1 siamo in una fase di crescita lineare (infezione endemica)
  • Ro < 1 siamo in una fase di riduzione del contagio

 

Considerando fissi una serie di fattori che potrebbero incidere sul valore di Ro (tasso di virulenza, periodo di contagiosità, temperatura dell’ambiente, grado di inquinamento o esistenza di altri vettori …), ne deriva che i principali fattori in grado di avere un’influenza diretta su Ro sono:

  • Il livello di misure di contenimento che un Governo ha messo in atto;
  • La predisposizione dei suoi cittadini a seguire le norme emanate contro l’epidemia e ad osservare l’isolamento e la quarantena.

 

In pratica Ro è una proxy eccezionale del comportamento di una popolazione sotto epidemia.

Oggi vi svelerò che il nostro modello, che tutto sommato, come avete visto settimana scorsa, ci sta dando delle indicazioni attendibili sullo sviluppo dell’epidemia di giorno in giorno, si concentra proprio sulla stima del fattore Ro, il quale, dopo essere sceso lentamente ma in maniera costante da quando sono state prese le prime misure di contenimento dal Governo italiano (le nostre stime indicano che si sia passati da un valore di circa 5-6 nuovi contagi per persona infetta a poco meno di 2), negli ultimi 5 giorni si sia praticamente fermato e abbia invece iniziato ad oscillare intorno al valore di 1,825.

Tale valore, sulla base degli attuali circa 6.000 nuovi contagiati giornalieri, è assolutamente ancora troppo alto. Tanto per intenderci, in un “worst case scenario” in cui RO dovesse ancora rimanere costante durante le prossime 2 settimane (ma speriamo non sia così), ci troveremmo ad avere al termine della prossima settimana circa 12.500 nuovi contagiati al giorno e 130.000 casi totali, mentre questi numeri salirebbero fra due settimane rispettivamente a 25.000 e 270.000. Sarebbe la nuova Caporetto del Sistema Sanitario Nazionale e allora i morti non si conterebbero davvero più.

Bisogna infatti considerare che in questa guerra (ormai questa è davvero una guerra contro il virus e non escludo che il parere di qualche generale potrebbe persino essere utile al Governo per stabilire una strategia) le risorse e il tempo sono scarsi. Questa è una cosa che entrambi, economisti e generali, sanno benissimo, ma che i politici invece tendono a dimenticare, essendo abituati a trovare risorse indebitandosi e ad affrontare i problemi procrastinandone le soluzioni: l’esatto contrario di quello che abbiamo bisogno ora!

Per vincere questa guerra bisogna pertanto affrontare una corsa contro il tempo, prima che le risorse, limitate per definizione (letti di ospedale, ventilatori, mascherine, igienizzanti … ma presto anche medicine, bombole per ossigeno, dottori e infermieri … diventati tutti le nostre munizioni e i nostri soldati), si esauriscano del tutto.

Infatti, è proprio dall’analisi delle risorse a disposizione che arrivano le altre brutte notizie. Da un’analisi del numero di posti letto e di posti in terapia intensiva, evidenziamo che l’eccellente lavoro fatto dal Servizio Sanitario Nazionale e Protezione Civile Italiana ha permesso aumentare l’offerta di circa 1.400 posti per il primo e altri 200 per il secondo ogni giorno, per un totale di 1.600 posti letto in più ogni giorno. Peccato che oggi stiamo già viaggiando ad una velocità di oltre 4.500 persone attualmente positive in più al giorno (escludendo cioè dal calcolo i guariti e i morti). Ipotizzando che il 50% di queste non abbia bisogno di cure in ospedale, significa che c’è già un gap di almeno 650 persone che avrebbero bisogno di cure mediche urgenti e che non trovano invece un posto in ospedale.

Vorrei sbagliarmi, e del resto la Protezione Civile Italiana non lo ammetterà mai (il mio mestiere però è proprio quello di trarre risposte dall’analisi nuda e cruda dei dati), ma temo non sia un caso la correlazione positiva che si è creata fra tale gap e l’aumento del tasso di letalità che si è registrato proprio negli ultimi giorni.

BEN VENGA, PERTANTO, LA NUOVA DECISIONE DEL GOVERNO ITALIANO DI CHIUDERE TUTTE LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E DI SERVIZI (AD ECCEZIONE DI QUELLI ESSENZIALI).

Purtroppo tale decisione risulta essere tardiva. Sapete, tanto per intenderci, quando in Cina a Wuhan è stata presa la giusta decisione di sigillare tutto e tutti? Quando c’erano solo 570 casi positivi conclamati. Vuol dire che in Italia oggi siamo in ritardo di 25 preziosi giorni e di oltre 100 volte il numero di casi positivi. La mia non è una critica! Nessuna economia avanzata con un governo democratico avrebbe potuto prendere le decisioni draconiane che sono state prese in Cina con quel timing: l’Italia sta continuando a fare da apri-pista per tutti e sta imparando la lezione e, con il suo esempio, la sta insegnando al resto dei paesi occidentali.

Purtroppo gli effetti di questa decisione inizieremo a vederli in termini di numeri solo fra una decina di giorni … ma meglio in ritardo che mai!

 

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COMMENTO AI DATI del 20-21-22/03/2020

 

Mentre i dati di venerdì 20 marzo erano in linea con le nostre stime (numero totali di casi 47.021 vs. una stima di 46.000-47.500), il numero di nuovi casi annunciati sabato 20 marzo (+6557), solo moderatamente compensati da quelli di domenica 22 marzo (+5560), hanno praticamente sentenziato che il trend di riduzione di Ro (principale indicatore per noi della diffusione del contagio tra la popolazione) si è arrestato, o comunque ha subito un forte rallentamento.

Di fatto il valore segnato da Ro oscilla da ben 5 giorni tra 1.89 e 1.75, collocandosi solo ieri nella parte bassa di questo range … staremo a vedere se i dati delle ore 18.00 di oggi (23 marzo) ci diranno se tale rallentamento è confermato, oppure se ci potrà essere un nuovo trend verso il basso.

In mancanza di una nuova tendenza ribassista di Ro, sospendiamo per il momento la definizione del target relativo al numero di contagiati finali e di quello relativo al termine dell’epidemia, mentre dobbiamo purtroppo spostare a metà aprile la previsione di un Ro uguale a 1 (stima precedente era nei primi giorni di Aprile), in linea con il fatto che le nuove misure di contenimento varate dal governo inizieranno a dare i loro risultati con una decina di giorni di ritardo dalla loro applicazione.

Ritengo che l’impatto oggi di questi dati sui mercati finanziari, per quanto in parte già scontato dai precedenti cali, non possa che essere NEGATIVO, così come pure la decisione del Governo italiano di congelare tutte le attività non essenziali. Resto tuttavia convinto che questa mossa sia quella giusta per portarci notizie migliori nei prossimi giorni … attendiamo però per questo la conferma da parte dei numeri.

 

RIFLESSIONE FINALE: ma davvero c’è qualcuno all’OCSE che pensa ancora che quest’anno avremo un calo del PIL di uno zero virgola qualcosa? Io ho l’impressione che qui stiamo tutti perdendo interi punti percentuali ogni giorno!

 

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Oggi a Lugano, ma anche sul resto d’Europa è previsto un forte abbassamento delle temperature … ma tanto chissenefrega! Dobbiamo restare tutti in casa!

Continuate a scrivermi e a scambiare le vostre idee con me … sto rispondendo a tutti … piano, piano 🙂

 

Un buon #iorestoacasa a tutti,

 

Riccardo

 

 

 

Riccardo Esposito

CEO – FinLantern

e-mail: Riccardo@FinLantern.com

Website: https://finlantern.com/

Linkedin: http://ch.linkedin.com/in/resposito