Corona Letter – ITA | 12

ESCLUSIVO! I risultati del modello sviluppato da FinLantern sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus

Coronavirus Letter (n. 12)

(di Riccardo Esposito, CEO a FinLantern)

 

 

 

 

In questo numero:

  • Coronavirus: E SE AVESSIMO GIÀ RAGGIUNTO L’IMMUNITÀ DI GREGGE?
  • La classifica delle nazioni che usciranno per prime dalla crisi epidemica

 

 

Cari amici di FinLantern,

Vi avevo lasciato la scorsa volta dicendovi che c’erano delle cose che, in seguito all’analisi di numerosissime curve epidemiologiche e dati provenienti da tutto il mondo, mi apparivano molto strane sul comportamento di questo virus COVID-19 e sulla sua diffusione.

Proviamo a riassumere quello che sappiamo (o pensiamo di sapere) su questo strano virus:

  • Colpisce soprattutto le persone sopra i 65 anni, mentre i bambini sono praticamente immuni;
  • Colpisce soprattutto gli uomini rispetto alle donne;
  • Colpisce soprattutto le persone che hanno già altre malattie, in particolare respiratorie;
  • Ha un periodo di incubazione di circa 14 giorni;
  • Esiste un numero elevatissimo di persone che hanno contratto il virus senza svilupparne i sintomi (asintomatici).

 

Spero possiate trovare interessante la tabella sottostante, in cui ho evidenziato la percentuale della popolazione OVER 65 in alcuni paesi. Più un paese è in fondo a questa classifica e più rischia di avere conseguenze negative per la sua popolazione. Questo spiegherebbe, almeno in parte, perché l’Italia sia stata così duramente colpita e spiegherebbe perché sia di fondamentale importanza contenere il contagio in Giappone, dove sarebbe iniziando a diffondersi soltanto adesso.

Classifica delle nazioni in base all’anzianità della popolazione.

 

A queste informazioni aggiungo alcuni elementi che ho notato dall’analisi del Ro dei vari paesi. Ricordo che Ro è il fattore di contagio, il quale indica quante persone in media una persona infetta possa contagiare durante l’evoluzione della sua malattia.

Inoltre, ricordo che Ro è stato da noi utilizzato principalmente come proxy del comportamento del Governo e dei cittadini di una nazione a mantenere l’isolamento al fine di interrompere il contagio. Tuttavia, esso è anche influenzato da ulteriori fattori, quali: il livello di inquinamento (che potrebbe fare da vettore), il clima, la densità di una popolazione, il livello di igiene, ecc.

A questo punto vorrei condividere con voi alcuni problemi/dubbi che mi sono sorti nel condurre le mie analisi su questa epidemia.

 

PROBLEMA n. 1  (quale è il vero Ro?)

Le statistiche provenienti da fonti scientifiche parlano di un fattore di contagio del Coronavirus di circa 3,5. Questo dato è coerente con i miei dati, ma solo quando l’epidemia ha già raggiunto una certa diffusione di contagio e quel paese ha appena iniziato a prendere delle contromisure (che poi lo faranno gradatamente scendere).

In realtà, ho osservato che all’inizio della diffusione di un contagio in un qualsiasi paese, benché si debba premettere che i dati in tale fase sono solitamente molto scarsi e frammentari, il Ro sia sensibilmente più elevato di 3,5 … molto più elevato!

Se ci pensiamo un momento, in effetti, questo appare essere assolutamente razionale. Considerando infatti una delle caratteristiche più subdole di questo virus, e cioè il suo lungo periodo di incubazione, ma davvero pensiamo che una persona infetta (e spesso inconsciamente infetta) possa averne contagiate solo altre 3 o 4 viaggiando per 14 giorni su un treno pieno di pendolari, o su un autobus affollato, frequentando bar, ristoranti e cinema, stando in ufficio in un open-space, partecipando per lavoro a fiere o conferenze, andando la domenica allo stadio, facendo la coda ai supermercati, e tornando poi la sera a casa dalla sua famiglia, i cui figli poi andranno a scuola con i figli di altre famiglie? … e questo ogni giorno per 14 giorni di incubazione?

In effetti, sulla base dei dati ufficiali (ECDC – European Centre for Disease Prevention and Control), all’inizio di ogni contagio ho riscontrato i seguenti Ro:

  • COREA del SUD: 299 (che potrebbe essere anche uno dei più attendibili, dato il fatto che i coreani hanno fatto un altissimo numero di test)
  • BELGIO: 146
  • CINA: 97
  • ESTONIA: 66
  • FRANCIA: 61
  • SPAGNA: 58
  • GERMANIA: 50
  • SVEZIA: 47
  • DANIMARCA: 39
  • LUSSEMBURGO: 33
  • ITALIA: 30

Se, inoltre consideriamo, che la nostra metodologia di calcolo del Ro si basa su una media di 3 giorni su un periodo di incubazione di 6 giorni (mediana), i valori puntuali potrebbero essere ancora più elevati.

 

PROBLEMA n. 2  (quale è la vera diffusione del contagio?)

Inoltre, un’altra cosa che non mi torna è la seguente: come è possibile che un virus che ha messo in ginocchio l’intero mondo, che, se non ostacolato, risulta essere altamente contagioso (per cui abbiamo appena visto che potrebbe non essere inverosimile ipotizzare un Ro medio di 50) e con un periodo di incubazione di ben 14 giorni abbia in realtà contagiato “ufficialmente” meno dell’1% della popolazione di un paese … anzi escludendo San Marino e la Città del Vaticano, arriva nei casi record allo 0.5%?

Si veda a tal proposito la tabella sottostante:

Classifica delle nazioni in base alla diffusione del contagio.

 

Vale la pena evidenziare che le prime posizioni di Lussemburgo e Islanda derivano dal fatto che questi paesi hanno condotto un elevato numero di test, facendo emergere “ufficialmente” più casi positivi rispetto ad altri paesi dove il contagio potrebbe in realtà essere “non ufficialmente” più diffuso. Per quanto riguarda il Giappone, come ho detto prima, sembra che l’epidemia in tale paese sia appena iniziata.

 

PROBLEMA n. 3  (le politiche di lockdown sono efficaci?)

La terza cosa strana che ho notato nel condurre le mie analisi sul Ro di vari paesi è che l’andamento di questa variabile è sembrata essere, tutto sommato indipendente dal tipo di politiche adottate da quel paese, sia che questo adottasse misure molto restrittive (lockdown) o meno.

In questa seconda ipotesi, mi sarei infatti aspettato dei Ro nettamente più alti e per un periodo di tempo più lungo che avrebbero dovuto portare ad una diffusione del contagio maggiore.

Tra i paesi che non hanno abbracciato la politica del lockdown, seppure limitando gli assembramenti di persone, troviamo:

  • BRASILE: il cui presidente addirittura sostiene che non vi sia un reale problema di pandemia. Tuttavia, il Brasile potrebbe essere aiutato dal fatto di avere una delle popolazioni più giovani del mondo (vedi la prima tabella).
  • UK: era stata la politica iniziale di Boris Johnson, che poi però ha fatto dietro-front. A proposito, auguri di buona guarigione, Boris!
  • SVEZIA: come si può notare, rientrano in questo gruppo anche paesi considerati ai massimi livelli di civiltà.
  • ISLANDA: questo paese ha preferito rispondere facendo test a tappeto e isolando i soli casi positivi.
  • ISRAELE: potrebbe essere l’esempio per tutti per la cosiddetta fase 2, quando cioè l’epidemia sarà sotto controllo e dovremo imparare a conviverci rientrando piano paino alla normalità. Israele, infatti, ha impiegato una combinazione di misure restrittive, proteggendo solo le fasce deboli della popolazione (anziani), e tecnologia, monitorando gli spostamenti di tutti seguendo i tracciati degli smart-phone.

Classifica delle nazioni in base al fattore di contagio Ro.

 

CONCLUSIONI

L’esistenza di questi problemi/dubbi che vi ho esposto mi hanno portato a sviluppare una teoria, e sottolineo una teoria, che in effetti va nella direzione di quanto esperti e scienziati stano iniziando a sostenere.

Esiste, infatti, un report dell’Imperial College che dice che il 10% degli italiani (6 milioni) ha già contratto il virus … e questo lo diceva 10 giorni fa!

Lo stesso Prof. Walter Ricciardi dell’OMS e consigliere del Ministero della Salute in Italia sosteneva pochi giorni fa che la diffusione del virus in Italia fosse già arrivata al 10%-20%.

In effetti, mi sono reso conto che abbiamo un quadro davvero limitato del comportamento del virus, dato che abbiamo osservato solo quello 0,1% della popolazione che presentava dei sintomi, trascurando quasi completamente l’altro 99,9%, in cui, ormai è certo, vi è una gran parte di asintomatici (un recentissimo studio cinese parla di almeno 4 su 5).

 

Mi sono quindi chiesto: e se la caratteristica più subdola di questo virus, rappresentata dal suo periodo di incubazione molto lungo (14 giorni), fosse in realtà ancora peggiore?

Di fatto oggi si pensa che il primo contagiato in Cina sia avvenuto a metà novembre del 2019, in Italia già da gennaio, così come in Germania …

Ma se così fosse stato, dato l’elevatissimo Ro che ho evidenziato esistere all’inizio di un’epidemia di COVID-19 (pari ad almeno 30, fino ad arrivare anche a 300), avremmo dovuto avere subito un’esplosione di casi dopo un paio di settimane. Invece, per avere i primi casi ufficiali è passato molto più tempo. Questo sarebbe pertanto, coerente con il fatto che:

  1. Il coronavirus, nei confronti di persone sane e con un sistema immunitario forte, che normalmente poi sono asintomatiche, può raggiungere periodi di incubazione più lunghi (3-4 settimane?)
  2. Noi pensiamo che il periodo di incubazione sia di 2 settimane perché osserviamo solo i sintomatici, che avendo sistemi immunitari più deboli fanno emergere subito i sintomi con anche eventuali complicazioni respiratorie.
  3. Tuttavia, rappresentando questi ultimi solo una percentuale piccolissima della popolazione e avendo svolto test su una porzione della popolazione ancora più piccola, non è statisticamente impossibile che all’inizio siano sfuggiti.
  4. Il 79% dei contagi sembra essere stato causato da asintomatici in Cina (Live Science Report).

 

Insomma, considerando il tasso di diffusione di questa epidemia, non mi stupirei se il livello di contagio in Italia fosse in realtà superiore al 50%, dato che potremmo già essere stati contagiati tutti, non una, ma 10 volte. Il che mi fa pensare che le persone con sistemi immunitari più deboli siano in gran parte già emerse, mentre la maggior parte della popolazione ha già sviluppato l’immunità o, avendo dei sistemi immunitari molto forti sarà asintomatica (eventualmente ci sarà bisogno di essere sottoposte a una maggior carica virale per sviluppare dei sintomi).

Tale tesi sembrerebbe coerente con alcuni altri studi condotti sia su scala micro (vedi nave da crociera Diamond Princess), che macro (gli ultimi dati dell’Italia), in cui con il passare del tempo:

  1. la proporzione di asintomatici aumenta;
  2. la percentuale di nuovi contagiati che ha bisogno di ospedalizzazione o cure intensive diminuisce. Secondo una mia stima, in Italia, mentre all’inizio venivano ospedalizzati circa il 60-70% dei nuovi casi positivi che emergevano di giorno in giorno, attualmente siamo invece a meno del 30% … ed è questo il vero motivo per cui gli ospedali italiani stanno iniziando a prendere fiato, piuttosto che il calo del numero di nuovi contagiati che avrei voluto essere molto più rapido.
  3. Il dato dell’AVIS di Castiglione d’Adda (Italia), in cui ben il 70% dei donatori di sangue è risultato aver già sviluppato gli anticorpi perché evidentemente aveva contratto il virus in modo asintomatico senza accorgersene, deve far riflettere!

 

Insomma, potremmo essere effettivamente non lontani da quella che viene definita IMMUNITÀ DI GREGGE e queste considerazioni potrebbero non essere sterili e prive di conseguenze per affrontare la situazione presente e, soprattutto, il dopo-coronavirus.

SPERO, PERTANTO, DI AVER APERTO IL DIBATTITO E CHE ANCHE VOI MI FACCIATE AVERE LA VOSTRA OPINIONE, SENZA TIMORE DI CRITICARMI O DI EVIDENZIARMI DOVE IL MIO RAGIONAMENTO POTREBBE ESSERE SBAGLIATO.

Per coloro che hanno resistito a leggere questo mio studio fino alla fine, voglio dare un piccolo premio. Per vostra curiosità, vi riporto la classifica dei paesi che potrebbero uscire per primi dalla crisi epidemica, considerando in maniera equi-ponderata i seguenti 3 fattori:

  • Percentuale della popolazione “over 65”: meno è elevata e meglio è;
  • Ro: meno è elevato e meglio è;
  • Diffusione contagio: più è elevato e meglio è, dato che indica che dovrebbe essere ad uno stadio più avanzato.

Classifica delle nazioni secondo l’ordine per cui potrebbero uscire dall’emergenza COVID-19

Nel prossimo Corona Letter analizzeremo meglio quali potrebbero essere gli scenari per la fase 2 del, speriamo prossimo, dopo-coronavirus.

Continuate a seguirmi e a farmi domande e, se pensate che le mie analisi e commenti siano utili, non esitate a condividerle con i vostri amici e colleghi. A questo scopo usate pure il tasto di condivisione su LINKEDIN:

 

 

Un buon #iorestoacasa a tutti,

 

Riccardo

 

 

 

Riccardo Esposito

CEO – FinLantern

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