Corona Letter – ITA | 13

ESCLUSIVO! I risultati del modello sviluppato da FinLantern sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus

Coronavirus Letter (n. 13)

(di Riccardo Esposito, CEO a FinLantern)

 

 

 

In questo numero:

  • IL CORONAVIRUS STA MUTANDO IN UNA NORMALE INFLUENZA?

 

Cari amici di FinLantern,

 

Nello scorso numero di questo Corona Letter (n.12) vi ho esposto una mia teoria che risponderebbe a diverse incongruenze che ho notato dall’analisi di numerose curve di contagio in diversi paesi del mondo. Secondo tale teoria il virus potrebbe avere un periodo di incubazione molto superiore ai 14 giorni, cosa che di fatto comporterebbe che praticamente potremmo essere già stati tutti contagiati senza neanche saperlo.

Una delle conseguenze di questo contagio globale sarebbe il fatto che, mentre gli anziani e chi ha un sistema immunitario debole emerge immediatamente, in quanto sviluppa dei sintomi (ed è su questo gruppo che viene stimato il periodo di incubazione di 14 giorni), chi ha invece un sistema immunitario più forte, non solo non sviluppa dei sintomi (asintomatici) e pertanto sfuggono alle statistiche, ma anche sarebbero in grado di trasmettere il virus per periodi superiori ai 14 giorni.

Oggi voglio presentarvi un grafico molto importante: la relazione tra il numero di casi giornalieri registrati in Italia e la percentuale di questi che ha avuto bisogno di ricovero ospedaliero o addirittura di cure in terapia intensiva.

 

 

Quello che si nota in questo grafico è qualcosa di eccezionale e davvero mi sorprende che non sia stato sufficientemente evidenziato dagli esperti: la percentuale di contagiati che si ammala gravemente per colpa del COVID-19 sta drasticamente calando!

Leggendo il grafico soprastante, risulta infatti che in Italia, mentre all’inizio di marzo finivano in ospedale circa il 70%-80% delle persone che venivano riscontrate essere positive al COVID-19, attualmente questo numero è sceso sensibilmente sotto il 30%!!!

ATTENZIONE! Se così stessero le cose, questo significa che il vero motivo per cui gli ospedali italiani si stanno lentamente sgonfiando non è tanto legato al calo del numero di nuovi contagiati, che pure dà un suo contributo, ma soprattutto al fatto che oggi chi si ammala non lo fa in maniera grave.

Quali possono essere le spiegazioni di questo fenomeno?

Possono essere almeno tre:

  • MODIFICA DELLA POLITICA DI TEST: Se all’inizio dell’epidemia si fosse fatto il tampone solo a chi presentava forti sintomi, mentre successivamente si fosse iniziato a fare i test in maniera sempre più sistematica anche a coloro che presentavano sintomi minori o che potevano essere stati contagiati da altri, questo potrebbe essere una spiegazione di tale andamento. Tuttavia, i nostri dati non ci indicano che sia questo il caso. Infatti, la percentuale di persone trovate positive al test all’inizio di marzo non risulta essere particolarmente elevata rispetto a quella di altri periodi.
  • IMMUNITÀ DI GREGGE: in effetti, questo spiegazione riprende un po’ la teoria presentata la scorsa volta. Premesso che in questo caso si sta usando impropriamente il concetto di “immunità di gregge”, semplicemente si vuole evidenziare che se il virus avesse già contagiato tutti, o comunque una gran parte di noi, probabilmente prima sarebbero emersi e avrebbero mostrato dei sintomi coloro che sono più deboli, mentre chi ha un sistema immunitario più forte sarebbe emerso dopo, avendo una maggiore capacità di resistenza al virus, e con sintomi decisamente inferiori. Insomma, il virus starebbe adesso incontrando una maggiore resistenza da parte dell’uomo.
  • IL VIRUS COVID-19 STA MUTANDO IN COMUNE INFLUENZA: Ricordo che l’unica cosa che distingue il coronavirus COVID-19 da qualsiasi altra influenza (molte delle quali appartengono anche loro alla categoria dei coronavirus) è, non tanto il suo tasso di mortalità (in Italia ogni anno muoiono circa 20.000 persone per l’influenza e, pertanto, in questo momento, stando ai dati “ufficiali” saremmo ancora ad un livello inferiore), quanto il fatto di comportare un elevatissimo ricorso a cure specialistiche ospedaliere, la qual cosa ha messo letteralmente in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo. Essendo nuovo, il COVID-19 è un virus ancora molto instabile e sta cercando il suo equilibrio. In pratica, è come se il virus, nel suo tentativo di sopravvivere e di potersi sviluppare liberamente, stia decidendo di diventare meno aggressivo verso l’uomo. In questo modo, non sarebbe combattuto in maniera definitiva, ma verrebbe accettata una comune convivenza (come di fatto avviene già con tutte le influenze stagionali, sue cugine).

 

Ritengo che questo fatto potrebbe essere particolarmente importante per i decision maker su come gestire la cosiddetta fase 2. Per questo motivo, vi invito a continuare a seguire le mie analisi … nel prossimo Corona Letter vi darò un aggiornamento su questo trend ed esaminerò se sta avvenendo qualcosa di simile anche negli altri paesi.

 

**********************

 

Continuate a scrivermi e a farmi domande e, se pensate che le mie analisi e commenti siano utili, non esitate a condividerle con i vostri amici e colleghi. A questo scopo usate pure il tasto di condivisione su LINKEDIN:

 

 

Un buon #iorestoacasa a tutti,

 

Riccardo

 

 

 

Riccardo Esposito

CEO – FinLantern

e-mail: Riccardo@FinLantern.com

Website: https://finlantern.com/

Linkedin: http://ch.linkedin.com/in/resposito

 

ATTENZIONE! Per ricevere il Corona Daily per email e necessario registrarsi su http://community.finlantern.com/events/124-corona-daily-comment. Diversamente si potrà sempre scaricarlo gratuitamente su https://finlantern.com/corona-daily-comment-summary/